SURYACANDRABHISEKA Il sacro massaggio del sole e della luna
Senza ombra di dubbio, siamo tutti disposti a lavorare per migliorare la qualità
della nostra vita. Anzi, proprio per questo o meglio per colpa di un atteggiamento
sbagliato, paghiamo tale desiderio con la sofferenza. Mi sto occupando di questi
problemi da trent'anni. Prima l'ho dovuto fare per risolvere le mie difficoltà
ed ora nella terza fase della vita, quella dell'insegnamento, per quelle degli
altri. Per farla breve, inseguendo la mia necessità di risposte mi sono trovato
a stretto contatto con la saggezza delle filosofie indiane dapprima e con le
sue concrete discipline poi. Così ho conosciuto e praticato lo Yoga e la medicina
Ayurvedica, della quale il massaggio può essere considerato un aspetto. Il metodo
di massaggio che vi presento è il risultato della capacità personale di fondere
e unire metodi e conoscenze in un unico sistema integrale che ha dato in pratica
enormi soddisfazioni a me ed ai miei allievi. Uscito dal laboratorio dopo anni
di gestazione e sperimentazione, attualmente si presenta con i suoi risultati
certi e con la sua vasta tipologia di benefici ottenuti ormai su diverse centinaia
di persone. Poiché la sua anima è indiana ho voluto chiamare questo massaggio
Suryacandrabhiseca. Il suo primo nome è legato al sole (Surya in sanscrito)
poiché ha la qualità di risvegliare l'energia primordiale creativa. Nel nostro
sistema solare al sole si attribuisce, appunto, la vita in combinazione con
l'elemento femminile "Candra" (la luna (la c si pronuncia dolce come ad esempio
in "ciascuno") e tutte le importanti caratteristiche ad esso legate. Questo
massaggio intende dunque operare a stretto contatto con l'armonia e l'equilibrio
del maschile e del femminile nella natura. La realizzazione di tale equilibrio
porta ad un profondo stato di piacere, gioia e appagamento generale, senza per
questo trascurare l'effetto terapeutico. Con il terzo vocabolo "Abhiseca"(la
s deve essere pronunciata come nell'italiano sciare) ho voluto ricordare un
antico rito di consacrazione che consisteva soprattutto in una unzione o aspersione
con acqua unita a riti sussidiari, riservata ai re. Il suo fine era quello di
assicurare il prolungamento della vita o addirittura l'immortalità dei sovrani.
Svariati sono i benefici che questo metodo può offrire: innanzitutto è sicuramente
un elemento integrante per prevenire le conseguenze di squilibri psicofisici,
ma a livello più propriamente fisico, dona elasticità al corpo, migliora la
circolazione rivitalizzando l'organismo nei punti cosiddetti "morti" che tendono
a perdere la sensibilità, agisce inoltre sulle ghiandole ed è rilassante e disintossicante.
Dal punto di vista emotivo esso risveglia la passione e riesce a portare fuori
l'energia inespressa del paziente trasformandola in amore a tutti i livelli.
In qualche caso è risultato utile per curare l'impotenza e l'infertilità. Nel
nostro massaggio si utilizza come olio di base il sesamo, un'olio usato in tutta
l'india che specialmente durante l'inverno dovrebbe essere riscaldato. Mescolato
a qualche goccia di essenza profumata lo si usa per trattare l'intero corpo
(persino i capelli). L'ambiente dove ha luogo la terapia deve essere caldo,
accogliente e anch'esso profumato; la luce morbida e in nessun caso si dovrà
fare sentire dolore al paziente. A proposito di quest'ultimo punto, c'è da dire
che il maggiore ostacolo che oggi si incontra, nel far rilassare le persone
è lo stato di sfiducia che le stesse, in generale hanno accumulato nelle delusioni
causate da cattive relazioni con altri o negli insuccessi. Questo stato si presenta
sotto forma di apprensione e le tiene costantemente tese e vigili. La paura
inconscia di essere ancora ingannati le tormenta e impedisce loro di lasciarsi
andare completamente anche nelle mani del terapeuta. Ecco perché se fate sentire
dolore al paziente non fate altro che riportarlo in uno stato di attenta vigilanza
poiché egli teme che la manovra seguente possa ancora ferirlo. Il metodo di
massaggio che propongo dunque è molto attento verso questa direzione. Esso consta
di 152 ordinate manovre che producono effetti diversi ed in qualche caso straordinari
soprattutto per quanto riguarda la rimozione delle cause dello stress profondo.
Si parte dal piede destro. In molti massaggi di origine orientale, i piedi sono
ritenuti importanti poiché ricchi di sensibili aree e punti che trovano corrispondenza
in varie parti del corpo, compresi gli organi interni. Essi vengono considerati
oggetto di grande attenzione al punto che gli si riservano 17 tipi di intervento.
Alcuni movimenti di soffregamento al piede, poi, intendono porre rimedio ai
danni provocati dalle scarpe. Affermo, tuttavia, che in questo metodo non ci
si accontenta di stimolazioni indirette basate sulla riflessologia ma, al momento
opportuno, si procede anche ad un massaggio, specialmente intestinale, fatto
direttamente con le mani sull'addome come, in generale, è previsto in tutti
i metodi di massaggio indiano Ayurvedico. Il trattamento riserva poi 26 manovre
alla gamba, con più finalità. Le più importanti sono: la manipolazione, indirizzata
sia allo scioglimento muscolare, sia al drenaggio; lo stretching articolare
per incrementare l'elasticità e la scioltezza. Da tenere presente, per quanto
riguardo il drenaggio, che in questo sistema si tende ad avviare i liquidi verso
il cuore. I gesti, pertanto, seguendo tale principio, tendono a dirigersi dalla
periferia verso questo organo. Quando il lavoro sulle singole gambe è completato,
si passa alle 11 manovre di stretching riservate alle due gambe insieme, utili
in particolar modo per sbloccare il bacino. 7 sono invece le manovre riservate
all'adome e al torace la più caratteristica delle quali è, come detto l'intervento
all'intestino, spesso pigro soprattutto nelle donne, le quali non fanno un uso
corretto di acqua e fibre. Continuando a salire verso l'alto, particolare cura
è riservata alla zona cervicale. Molti soggetti soffrono oggi di disturbi in
quest'area, poiché tendono a somatizzare le loro tensioni nelle spalle, assumendo,
per molto tempo, posture che finiscono per danneggiare sia la colonna vertebrale,
sia i muscoli, sia i tendini. Altri soffrono di debolezza congenita o hanno
subito il classico colpo di frusta, e non hanno provveduto ad eseguire appropriati
esercizi che li rimettesse in forma. Con 17 tipiche manovre si riesce, in molti
casi, a fare superare la tipologia di indisposizioni, variabili da soggetto
a soggetto, grossolanamente riassumibili nei seguenti fastidi: nausea, formicolio,
capogiro, mal di testa, e, naturalmente, indolenzimento diretto della parte.
In generale consiglio di procedere con cautela, evitando di intervenire quando
c'è dolore. Il trattamento si conclude infine in posizione prona. Le manovre
più importanti della posizione prona sono sicuramente le pressioni sulla colonna
vertebrale. Esse tendono a sbloccare, guarire o donare elasticità alla stessa,
alle sue 33 vertebre, ai dischi cartilaginei e ai legamenti che la compongono.
La spina dorsale, come certamente già saprete è dotata di quattro curve naturali:
la cervicale, la dorsale, la lombare e quella sacrale. Una eccessiva accentuazione
di queste curve o una anormale curva laterale originano le condizioni patologiche
conosciute come: lordosi, cifosi e scogliosi che si deve tentare di correggere
con un sapiente lavoro.
AMADIO
BIANCHI